Dal 19 giugno 2026 chi vende online a consumatori in Italia deve offrire un pulsante di recesso: lo prevede il nuovo art. 54-bis del Codice del Consumo. Qui trovi la norma, le diciture, la configurazione su Shopify e cosa testare.
In sintesi
- Norma: art. 54-bis del Codice del Consumo, inserito dal D.Lgs. 209/2025.
- Da quando: dal 19 giugno 2026, per i contratti conclusi dopo quella data.
- Chi: chi vende online a consumatori in Italia, quando esiste un diritto di recesso, anche con sede all’estero.
- Due diciture: «recedere dal contratto qui» e «conferma recesso».
- Tre dati: nome, ordine e l’email per la conferma.
- Un avviso di ricevimento: su supporto durevole, con contenuto, data e ora, senza indebito ritardo.
La norma: cosa dice l’art. 54-bis
Il D.Lgs. 31 dicembre 2025, n. 209 (GU Serie Generale n. 5 dell’8 gennaio 2026) recepisce la direttiva (UE) 2023/2673 sui servizi finanziari a distanza, ma l’art. 54-bis vale per tutti i contratti a distanza conclusi online, beni compresi. Il decreto è in vigore dal 23 gennaio 2026, e le modifiche «si applicano a decorrere dal 19 giugno 2026 e ai contratti conclusi successivamente a tale data» (art. 4, comma 1).
Art. 54-bis del Codice del Consumo, commi 1, 3, 5 e 6
«1. Per i contratti a distanza conclusi mediante un’interfaccia online, il professionista consente al consumatore di recedere dal contratto anche utilizzando una funzione di recesso.
3. La funzione di recesso è indicata in modo facilmente leggibile con le parole: "recedere dal contratto qui" o con un’altra formulazione equivalente altrettanto inequivocabile. Tale funzione è resa disponibile in maniera continuativa per tutto il periodo in cui può essere esercitato il diritto di recesso, figura in modo ben visibile sull’interfaccia online ed è facilmente accessibile al consumatore.
5. La funzione di conferma è indicata in modo facilmente leggibile con le parole: "conferma recesso" o con un’altra formulazione altrettanto inequivocabile.
6. Una volta che il consumatore ha attivato la funzione di conferma, il professionista invia al consumatore, senza indebito ritardo, un avviso di ricevimento del recesso su un supporto durevole, comprensivo del suo contenuto e della data e dell’ora della sua trasmissione.»
Il decreto ha modificato anche l’art. 49, comma 1, lettera h): prima dell’acquisto devi indicare, se del caso, «l’esistenza e la collocazione della funzione di recesso».
Chi deve adeguarsi
L’obbligo vale quando vendi a un consumatore, cioè a una persona fisica che agisce per scopi estranei alla propria attività (art. 3, comma 1, lettera a), il contratto si conclude tramite un’interfaccia online (il negozio Shopify, uno storefront headless o un’app) e per quel contratto esiste un diritto di recesso. Le vendite B2B restano fuori.
L’art. 59 esclude il recesso, tra l’altro, per i beni «confezionati su misura o chiaramente personalizzati», per quelli deperibili e per i beni sigillati aperti dopo la consegna che non si prestano a essere restituiti per motivi igienici. Le eccezioni riguardano i singoli prodotti: anche un negozio di cosmetici ha bisogno del pulsante per gli articoli ancora sigillati.
Nemmeno la sede all’estero ti mette al riparo: se dirigi la tua attività verso l’Italia, il contratto con un consumatore che vi risiede abitualmente è regolato dalla legge italiana, e una scelta di legge diversa non può privarlo delle tutele inderogabili (art. 6 del regolamento (CE) n. 593/2008, «Roma I»).
Cosa deve fare il pulsante
Il cliente compila un breve modulo e lo invia con il pulsante di conferma. Il considerando 37 della direttiva aggiunge: nessuna procedura per trovare la funzione, link diretti, nessuna nuova identificazione per chi ha già fatto l’accesso e, se vuoi offrirlo, il recesso da una parte dell’ordine.
I requisiti, comma per comma, e cosa verificare nel negozio:
| Requisito | Cosa dice l’art. 54-bis | Cosa controllare su Shopify |
|---|---|---|
| Dicitura | «recedere dal contratto qui» o altra formulazione equivalente e inequivocabile (comma 3) | Il link nel footer non si limita a «Resi» o «Assistenza» |
| Disponibilità | Per tutto il periodo di recesso, ben visibile e facilmente accessibile (comma 3) | Il link è su ogni pagina, anche da mobile, e resta dopo la spedizione |
| Dati | Il cliente può «fornire o confermare facilmente» nome, dati del contratto (su Shopify, il numero d’ordine) ed email per la conferma (comma 2) | Il modulo funziona anche per chi ha ordinato come ospite |
| Conferma | «conferma recesso» o altra formulazione altrettanto inequivocabile (commi 4 e 5) | Il pulsante finale non è un generico «Invia» o «Continua» |
| Avviso di ricevimento | Senza indebito ritardo, su supporto durevole, con contenuto, data e ora (comma 6) | L’email parte da sola e riporta data, ora e fuso orario |
| Termine | Tempestivo se la dichiarazione è trasmessa prima della scadenza (comma 7) | Le richieste dell’ultimo giorno non vengono scartate |
L’avviso di ricevimento
È la conferma di ricevimento, che la legge chiama «avviso di ricevimento del recesso». Riporta la dichiarazione (nome, ordine, articoli) con data e ora della trasmissione, meglio con il fuso orario. Va su un supporto durevole, cioè uno strumento che il cliente può conservare e riprodurre identico (art. 45, comma 1, lettera l), come l’email: un messaggio che appare a schermo e poi sparisce non basta. E va inviato senza indebito ritardo: meglio in automatico che dopo il controllo di un operatore.
Un esempio di avviso di ricevimento
Oggetto: Abbiamo ricevuto il tuo recesso per l’ordine #1042
Abbiamo ricevuto la tua dichiarazione di recesso il 10 novembre 2026 alle 21:14 (ora italiana, CET). Nome: Giulia Rossi. Ordine: #1042. Articoli: 1 camicia di lino, taglia M. Dichiarazione: recedo dal contratto per gli articoli indicati. Ti rimborseremo entro 14 giorni.
Conserva una copia di ogni avviso: ti servirà in caso di contestazioni. Aggiorna anche la politica di rimborso: il D.Lgs. 209/2025 ha riscritto il punto 3 delle istruzioni tipo sul recesso, che ora prevede questa frase per chi deve offrire la funzione.
Allegato I, parte A, punto 3, Codice del Consumo
«È inoltre possibile esercitare il diritto di recesso online su [inserire l’indirizzo Internet o un’altra spiegazione adeguata in merito a dove è disponibile la funzione di recesso]. Se si utilizza questa funzione online, trasmetteremo senza indebito ritardo un avviso di ricevimento del recesso su un supporto durevole (ad esempio tramite posta elettronica), compresi il suo contenuto e la data e l’ora della sua trasmissione.»
Il recesso di 14 giorni e il rimborso
Il pulsante è un canale in più. Il resto non cambia:
- Termine: 14 giorni, «senza dover fornire alcuna motivazione», dal giorno in cui il cliente acquisisce il possesso fisico dei beni o, con consegne separate, dell’ultimo bene (art. 52).
- Altri canali: il modulo tipo o «una qualsiasi altra dichiarazione esplicita», come un’email, restano validi (art. 54, comma 1).
- Rimborso: tutti i pagamenti, consegna compresa, entro 14 giorni da quando sei informato del recesso, con lo stesso mezzo di pagamento salvo diverso accordo espresso (art. 56, comma 1). Della consegna rimborsi l’opzione meno cara che offri (comma 2). Puoi trattenere il rimborso finché non ricevi i beni o la prova della rispedizione, se non hai offerto di ritirarli tu (comma 3).
Esempio pratico
Consegna giovedì 5 novembre 2026: il periodo di recesso termina giovedì 19 novembre. Martedì 10 novembre alle 21:14 il cliente clicca «recedere dal contratto qui», conferma e riceve subito l’avviso. Il tuo termine per il rimborso scade martedì 24 novembre.
Come configurarlo su Shopify
Hai due strade. I menu citati sono quelli dell’admin in inglese.
Strada 1: resi e annullamenti self-service di Shopify
Dal 18 giugno 2026 i resi self-service di Shopify accettano anche richieste di annullamento. Per il diritto di recesso UE, il Centro assistenza di Shopify indica:
- In Settings > Policies, tra le regole di reso e annullamento, imposta la finestra di annullamento su «Until item is fulfilled».
- Imposta un periodo di reso di almeno 14 giorni dalla consegna dell’ultimo articolo, con l’estensione per weekend e festivi.
- In Settings > Customer accounts attiva resi e annullamenti self-service.
- Aggiungi nel negozio un link visibile a entrambe le azioni.
Shopify stessa avverte però che usare questi strumenti non rende automaticamente conforme il negozio. Funzionano con i nuovi account cliente, non con quelli legacy: il cliente accede con l’email e un codice di sei cifre. Controlla:
- Le diciture sono «recedere dal contratto qui» e «conferma recesso», non «Resi» e «Invia»?
- Chi ha comprato come ospite deve prima accedere? Vedi le domande frequenti.
- L’eventuale campo «motivo» è facoltativo?
Strada 2: un modulo di recesso dedicato
L’alternativa è un modulo di recesso pubblico, come quello di Complimus: lo aggiungi a una pagina o lo apri in popup da un link nel footer, e funziona anche per gli ordini da ospite, senza accesso. Le due diciture di legge le imposti tu, traducendo il modulo per ogni lingua del negozio. L’email di conferma parte subito, con il tuo nome mittente e il tuo indirizzo Reply-To, e riporta riferimento, numero d’ordine, articoli, messaggio del cliente e data e ora di ricevimento. Ogni richiesta compare con la sua scadenza di rimborso, e ricevi un’email per ogni nuovo recesso. È gratuito e illimitato in ogni piano. Complimus non esegue i rimborsi: li fai in Shopify, come sempre. Dettagli nella pagina del pulsante di recesso Complimus.
Dove mettere il link nel negozio
- Footer di ogni pagina: un link «recedere dal contratto qui» ben distinto.
- Email d’ordine e di spedizione: un link alla pagina di recesso.
- Account cliente e pagina di stato dell’ordine: per chi ha già fatto l’accesso.
- Politica di rimborso: la frase del punto 3 con l’indirizzo della pagina.
- Altre lingue: ogni versione linguistica della direttiva ha la sua dicitura. Quelle di altre sei lingue sono nella guida UE al pulsante di recesso (in inglese).
Cosa rischi se non ti adegui
- La sanzione dell’AGCM. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato accerta le violazioni, d’ufficio o su istanza di chi vi ha interesse, con i poteri dell’art. 27 (art. 66, commi 2 e 3). Può applicare una sanzione da 5.000 a 10.000.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione (art. 27, comma 9).
- Il 4% del fatturato non è la regola generale: vale per le sanzioni inflitte a norma dell’art. 21 del regolamento (UE) 2017/2394, cioè nelle azioni coordinate tra autorità di più Stati membri. Il massimo è allora il 4% del fatturato annuo in Italia o negli Stati membri interessati, o 2.000.000 di euro se il dato manca (art. 27, comma 9-bis).
- Un periodo di recesso più lungo. Senza le informazioni dell’art. 49, comma 1, lettera h), che ora comprendono la collocazione della funzione, il periodo termina dodici mesi dopo la fine di quello iniziale (art. 53): se l’informazione manca, metti in conto il rischio.
Checklist
Checklist del pulsante di recesso per Shopify
- Elenca i prodotti con diritto di recesso e quelli esclusi dall’art. 59.
- Aggiungi nel footer il link «recedere dal contratto qui», in ogni lingua del negozio.
- Inserisci il link nelle email d’ordine e nell’account cliente.
- Fai funzionare il modulo per gli ordini da ospite: nome, numero d’ordine, email.
- Negli ordini con più prodotti, valuta di far scegliere gli articoli.
- Usa la dicitura «conferma recesso» per il pulsante finale.
- Invia in automatico l’avviso di ricevimento con contenuto, data e ora.
- Aggiungi alla politica di rimborso la frase del punto 3.
- Rimborsa entro 14 giorni, con lo stesso mezzo di pagamento.
- Prova il flusso come ospite, da mobile e da desktop.
Domande frequenti
Il pulsante di recesso è obbligatorio per un negozio Shopify?
Quali diciture devo usare?
Cosa deve contenere l’email di conferma di ricevimento?
Il cliente deve accedere al suo account per recedere?
Vale anche per gli ordini conclusi prima del 19 giugno 2026?
Cosa rischio se il negozio non ha il pulsante di recesso?
Approfondimenti
- Il pulsante e il modulo di recesso di Complimus
- Il pulsante di recesso UE: la guida completa (in inglese)
- Direttiva Omnibus e prezzo precedente per Shopify
Questa guida riflette il Codice del Consumo e il D.Lgs. 209/2025 come li abbiamo verificati al 27 ottobre 2026. È un’informazione generale, non una consulenza legale.
